Digital Health: vantaggi, limiti e confini

Cos’è la telemedicina e quali sono i pro e i contro

Per Digital Health si intende l’insieme delle tecnologie utili a curare i pazienti e ad archiviare e condividere informazioni sul loro stato di salute. Tra queste rientrano dispositivi indossabili, robotica, A.I. (Intelligenza Artificiale), big data, applicazioni e telemedicina. Per fare qualche esempio concreto basti pensare alle tante novità introdotte negli ultimi anni: ricette e cartelle cliniche elettroniche, terapie monitorate via smartphone, digitalizzazione dei documenti ospedalieri, eccetera. Tante declinazioni, un unico obiettivo: riuscire a migliorare diagnostica, cure, terapie e assistenza.

La telemedicina, in particolare, è l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche per consentire l’assistenza sanitaria a distanza. Ovvero fornire a medici e pazienti gli strumenti per comunicare in modo semplice e interattivo, attraverso vari dispositivi. Si rivela particolarmente preziosa per identificare patologie lievi o banali, per le terapie domiciliari, per inviare rapidamente prescrizioni farmaceutiche, per stabilire un contatto medico-paziente di particolare urgenza o qualora non vi siano le condizioni per un incontro vis-à-vis.

La diffusione mondiale del Covid-19 ha incoraggiato e intensificato le metodologie della sanità digitale, anche per rispondere all’esigenza di tracciare il numero dei casi e gli effetti dei vaccini in tempo reale. Elementi che nel 2020 hanno portato il mercato della Digital Health a raggiungere circa 142 miliardi di dollari.

Questo tema ha un’importanza centrale anche nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che prevede lo stanziamento di 15,63 miliardi di euro per la Digital Health: 8,63 miliardi alla ricerca per la digitalizzazione del SSN e 7 miliardi alla creazione di reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza territoriale.

Le piattaforme digitali hanno senz’altro contribuito a facilitare la vita dei cittadini, migliorare la qualità delle informazioni e degli strumenti a disposizione del personale medico e, durante la pandemia, sono state l’ancora di salvezza del sistema sanitario. Senza contare il risparmio generato in termini economici, di tempo e di impatto ambientale. Uno degli effetti positivi “collaterali” della telemedicina è infatti la riduzione degli spostamenti e, di conseguenza, delle emissioni di CO2.

Crescita economica, innovazione, progresso: tanti i lati positivi, ma esiste anche un’altra faccia della medaglia?
Non tutti i pazienti sono adeguatamente attrezzati per usufruire dei servizi di telemedicina, o non sanno utilizzare gli strumenti digitali, come spesso accade nelle fasce d’età più alte. Quindi sono penalizzate le categorie come le persone anziane o indigenti, che non hanno facile accesso alle tecnologie necessarie.

Poi non va trascurato il lato umano: sono molte infatti le persone, anche giovani, che continuano a preferire la prestazione in presenza, in quanto il rapporto diretto con il medico genera maggiore fiducia e tranquillità nel paziente.
Inoltre in molti casi la visita a distanza può solo essere solo propedeutica alla visita di persona, quindi un approccio che non sempre è risolutivo ma che comunque è decisivo per ridurre i tempi ed economizzare le spese.

Ecco quindi le principali sfide per la medicina digitale del futuro: facilitare l’accessibilità, abbattendo le barriere economiche e tecnologiche, e investire sempre di più sulla ricerca scientifica senza trascurare l’umanizzazione delle cure.

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